EMOZIONI

Sintomi della Pace Interiore

Quali sono i sintomi della pace interiore? Una tendenza a pensare e ad agire deliberatamente, piuttosto che spinti da paure basate su esperienze passate. Un’inconfondibile capacità di godersi ogni momento. Una perdita di interesse nel giudicare gli altri. Una perdita di interesse nel giudicare se stessi. Una perdita di interesse nei conflitti. Una perdita di interesse nell’interpretare le azioni degli altri. Una perdita della capacità di preoccuparsi. Frequenti e travolgenti episodi di apprezzamento. Sensazioni felici di connessione con gli altri e con la natura. Frequenti attacchi di sorrisi dal cuore. Incremento della sensibilità alle gentilezze ricevute ed un incontrollabile necessità di contraccambiarle. Un incremento della tendenza a permettere alle cose di evolversi, piuttosto che resisterle e manipolarle. Buona Pace Interiore con le attività di MoviMente! Scopri il corso Core Family Raggiungere questa pace interiore non è un traguardo astratto, ma una pratica quotidiana che si riflette profondamente nel modo in cui abitiamo il nostro ruolo di genitori. Il corso Core Family nasce proprio per trasformare questi “sintomi” in una realtà vissuta tra le mura domestiche: imparare a non giudicare se stessi di fronte a un errore, perdere interesse nel conflitto fine a se stesso e riscoprire la capacità di godersi i momenti di connessione con i propri figli. Attraverso il percorso proposto da MoviMente, la genitorialità smette di essere una fonte di preoccupazione costante per diventare lo spazio in cui esercitare quella “tendenza a permettere alle cose di evolversi” con fiducia e presenza. Partecipare al corso significa scegliere di educare non per reazione alle paure del passato, ma per la gioia di veder crescere figli sicuri, sostenuti da genitori che hanno scelto di coltivare, prima di tutto, la propria serenità. fb blog

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Affrontare la paura

Non aver paura del cambiamento. Affronta la paura con coraggio!Come? Guarda il video! Clicca sull’immagine per vederlo.   SI PUO’ FARE!   fb blog Il cambiamento è una costante nella vita, eppure molti di noi lo temono. Comprendere e superare questa paura è fondamentale per la crescita personale e professionale. Io La paura del cambiamento (metathesiofobia) è una reazione naturale che può manifestarsi attraverso: Perché temiamo il cambiamento? Le ragioni principali includono: Strategia 1. Sviluppare una mentalità positiva 2. Tecnico Il ruolo della preparazione Per affrontare il cambiamento con successo: Trasformare la paura in motivazione Passi concreti per il cambiamento: Benefici dell’affrontare il cambiamento Superare la paura porta a: Strumenti per gestire l’ansia del cambiamento Tecniche efficaci includono: Quando cercare supporto professionale È importante riconoscere quando serve aiuto: Costruire la resilienza nel lungo termine Per mantenere un approccio positivo: Scopri il corso Core Family Il legame tra la paura del cambiamento e il corso Core Family è profondo: diventare genitori, o evolvere nel proprio stile educativo, rappresenta una delle transizioni più sfidanti della vita. Spesso la resistenza al nuovo o il timore di fallire ci tengono ancorati a vecchi schemi fatti di urla e reattività, semplicemente perché sono la nostra “zona di sicurezza”. Il percorso Core Family agisce come una bussola strategica per superare questa paralisi, offrendo una rete di supporto e step graduali — come le sessioni individuali e i laboratori pratici — che trasformano l’ansia dell’ignoto in competenza consapevole. Adottando le tecniche di respirazione e il mindset positivo promossi dal corso, il genitore non subisce più il cambiamento, ma lo guida, scoprendo che superare la paura di sbagliare porta a una maggiore resilienza e a un legame con i figli infinitamente più solido e autentico. FB

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respiro

Respirare è Sentire

Cosa può significare un respiro corto? Che collegamento c’è fra respiro ed emozioni? Come rendere più profondo il nostro modo di respirare? Troviamo alcune risposte in un articolo tratto da DBN Magazine a cura di David Hirsch: “Respirare è sinonimo di “sentire”. Il diaframma è il grande centro che distribuisce l’energia, ma per difendersi dalle sensazioni spiacevoli e dolorose si impara fin da subito a ridurne al minimo le capacità. Fin dalla vita fetale l’individuo impara a frenare i movimenti diaframmatici per difendere la propria vita, in seguito lo farà per proteggersi dal senso di perdita e vuoto che giunge dalla sfera affettiva. Al movimento d’inspirazione ed espirazione dovrebbe seguire una pausa che invece non c’è quasi mai o avviene tra le due fasi, spesso per la paura associata allo svuotamento dell’aria. La respirazione è un moto pulsante d’andata e ritorno, è un’onda che dal diaframma si propaga in alto, verso la testa e scende in basso, verso i genitali. Bacino e collo si allungano e si allontanano nell’inspirazione, si accorciano e si avvicinano nell’espirazione. Il corpo, seguendo il respiro si espande nella sua totalità e si “concentra” ad ogni atto. Il diaframma può diventare un vero e proprio “coperchio” ermetico che taglia in due il corpo aprendo la strada a varie somatizzazioni e sindromi nevrotiche. Le manifestazioni emozionali tipiche legate alla funzionalità diaframmatica sono il piacere e l’ansia. Una ridotta funzionalità del diaframma, rappresenta la difficoltà a lasciarsi andare, la resistenza ad abbandonarsi al piacere, la paura di perdere il controllo. La necessità intrinseca dell’essere di vivere il piacere crea un conflitto che si traduce in uno stato ansioso.” Alla luce di tutto questo potremmo dire che la qualità del nostro respiro è come uno specchio del nostro stato d’animo. La potenzialità del respiro sta nel fatto che è possibile respirare anche volontariamente e non solo inconsapevolmente come avviene per tante altre funzioni del nostro organismo. Con la consapevolezza del nostro respiro e alcune pratiche di respirazione utilizzate nel Core Counseling è possibile sbloccare emozioni e influire positivamente sul nostro stato d’animo. Attraverso il respiro puoi prenderti cura di te stesso/a! Per cominciare, se vuoi sperimentare, ascolta per qualche minuto il tuo respiro ad occhi chiusi, nota quanto è profondo, come si rilassa la muscolatura nell’espirazione, l’apertura che c’è nell’inspirazione… Buone respirazioni! Respirare ed Educare con il cuore: imparare a respirare con Core Family Il legame tra la fisiologia del respiro e il corso Core Family risiede nella consapevolezza che la serenità del genitore passa inevitabilmente attraverso il corpo: un diaframma bloccato dall’ansia o dalla paura di perdere il controllo si riflette immediatamente in un clima familiare teso e reattivo. Il percorso promosso da MoviMente integra le tecniche di respirazione del Core Counseling proprio per offrire ai genitori uno strumento di “pronto soccorso emotivo”: imparando a sciogliere quel “coperchio” diaframmatico che taglia in due il corpo, il genitore può trasformare lo stato ansioso in una capacità di accoglienza e piacere. Educare con calma ed equilibrio, come proposto nel corso, non è dunque solo una scelta intellettuale, ma un atto fisico che parte dal recupero di un respiro profondo e consapevole; solo liberando il proprio respiro dalle contrazioni difensive, il genitore può diventare quell’ancora sicura capace di riconoscere i bisogni del figlio senza farsi travolgere dallo stress. per maggiori informazioni per imparare a respirare ed imparare ad educare con calma e serenità contattaci fb blog

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bruce lee

Intelligenza Emotiva

L’intelligenza Emotiva: cosa è? Quali benefici offre? Come svilupparla? A chi serve? Ne parla la dottoressa Elena Mazzoleni in una semplice chiacchierata di un salotto televisivo di Bergamo. Guarda il video. La chiave per il successo personale e professionale L’intelligenza emotiva (IE) rappresenta una delle competenze più richieste nel mondo contemporaneo. La dottoressa Elena Mazzoleni, esperta in psicologia e sviluppo personale, ci guida alla scoperta di questo aspetto fondamentale della nostra personalità. Cos’è l’Intelligenza Emotiva? L’intelligenza emotiva è la capacità di: I cinque pilastri dell’Intelligenza Emotiva 1. Autoconsapevolezza 2. Autoregolazione 3. Motiva 4. Empatia 5. Abilità sociali Nel lavoro: Nella vita personale: Pratiche quotidiane Strategie a lungo termine: A chi serve l’Intelligenza Emotiva? L’IE è fondamentale per: Applicazione -Nel contesto professionale: -Nelle relazioni personali: Valutazione e misurazione Per monitorare lo sviluppo dell’IE: Sfide comuni e soluzioni Ostacoli frequenti: fb blog

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Lavorare con le emozioni

Mi piace il verbo sentire.. Sentire il rumore del mare, sentirne l’odore. Sentire il suono della pioggia che ti bagna le labbra, sentire una penna che traccia sentimenti su un foglio bianco. Sentire l’odore di chi ami, sentirne la voce e sentirlo col cuore. Sentire è il verbo delle emozioni, ci si sdraia sulla schiena del mondo e si sente… Alda Merini     Se vogliamo lavorare sulle emozioni, bisogna lavorare sul corpo.Sto parlando di un movimento interno, perché l’emozione è questo. Scopri il corso Core Family Il legame tra i versi di Alda Merini e il percorso Core Family risiede proprio in quella capacità di “sentire” che è il cuore pulsante di ogni relazione autentica. Se la poetessa ci invita a percepire il mondo attraverso i sensi e l’anima, il corso trasforma questa sensibilità in uno strumento educativo concreto: educare con calma e presenza significa, infatti, imparare a “sentire” i bisogni profondi dei figli che si celano dietro i comportamenti difficili. Abbandonando il rumore delle urla per fare spazio all’ascolto del cuore, il progetto guida i genitori a riscoprire quel “verbo delle emozioni” necessario per costruire un legame affettivo solido, dove la quotidianità non è più solo gestione, ma un modo per restare, insieme, sulla “schiena del mondo”. fb blog

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La paura più profonda

La nostra paura più profondanon è di essere inadeguati.La nostra paura più profonda,è di essere potenti oltre ogni limite. E’ la nostra luce, non la nostra ombra,a spaventarci di più.Ci domandiamo: ” Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? “In realtà chi sei tu per NON esserlo? Siamo figli di Dio.Il nostro giocare in piccolo,non serve al mondo.Non c’è nulla di illuminatonello sminuire se stessi cosicchè gli altrinon si sentano insicuri intorno a noi. Siamo tutti nati per risplendere,come fanno i bambini.Siamo nati per rendere manifestala gloria di Dio che è dentro di noi.Non solo in alcuni di noi:è in ognuno di noi. E quando permettiamo alla nostra lucedi risplendere, inconsapevolmente diamoagli altri la possibilità di fare lo stesso.E quando ci liberiamo dalle nostre paure,la nostra presenzaautomaticamente libera gli altri. Nelson Mandela disegno di Annamaria Mazzoleni fb blog

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L’energia delle emozioni

Gestire i sentimenti La rabbia è OK? La paura è naturale? E’ utile vivere la tristezza per ripristinare la gioia? Ti senti a disagio con i sentimenti comunemente considerati “negativi”, come l’ansia, la malinconia, la collera o la sensazione di essere feriti?In realtà non esistono sentimenti negativi. Tutte queste emozioni sono naturali ed importanti. Ciascuna ha una funzione significativa nell’esperienza umana. Invece di respingerle ed evitarle, abbiamo bisogno di esplorare e scoprire il dono che ogni emozione ci offre. Emozioni e bisogni La maggior parte delle  nostre emozioni esprimono le esigenze basilari di amore, accettazione, sicurezza ed autoconsiderazione. E’ importante entrare in contatto con i bisogni che si trovano oltre le nostre emozioni e imparare a comunicarli con efficacia. Le Emozioni sono energia I nostri sentimenti sono una parte importante della forza vitale che si muove costantemente attraverso di noi. Quando impediamo a noi stessi di vivere appieno le nostre emozioni, si interrompe il flusso naturale della forza vitale, l’energia viene bloccata nel corpo fisico e può rimanere così fino a quando non viene liberata. Questo stato può generare dolore emozionale e fisico, in alcuni casi anche malattie. La Medicina Tradizionale Cinese considera che tutte le malattie e le sofferenze fisiche di origine interna nascono dallo squilibrio delle emozioni. Il Taoismo, la cui filosofia è alla base dell’energetica cinese, individua cinque emozioni primarie collegandole ai principali organi interni: la gioia al Cuore, la collera al Fegato, la paura al Rene, la tristezza al Polmone, il pensiero ansioso alla Milza. Non ci sono emozioni negative in sé, ognuna ha la sua funzione nel garantire e favorire la vita, sono le emozioni eccessive o cronicamente trattenute che fanno nascere le patologie. Emozioni represse = energia bloccata Permettendoci di riconoscere e vivere i nostri sentimenti, quando si presentano, sviluppiamo gli strumenti per rimanere in contatto con noi stessi. I pensieri sono più collegati alla mente cosciente e alla volontà, mentre i sentimenti vengono da un luogo più profondo e meno razionale, in un certo qual modo possiamo scegliere coscientemente i nostri pensieri, mentre l’unica scelta che abbiamo riguardo ai nostri sentimenti è il modo in cui li esprimiamo o agiamo. Accettare le nostre emozioni, concederci di viverle e imparare a comunicarle in modo costruttivo e equilibrato, fa sì che scorrano facilmente e naturalmente attraverso di noi. Così la forza vitale fluisce senza impedimenti attraverso il corpo fisico, e produce la guarigione emozionale e fisica. Vivere le emozioni = fluire libero dell’energia = salute e benessere emozionale e fisico. Dopo aver sperimentato e liberato sentimenti del passato, prima represse, un maggiore flusso di energia e di vitalità arricchirà la nostra vita. E’ importante imparare ad essere in contatto con le sensazioni non appena esse compaiono: in questo modo possono continuare a muoversi attraverso di noi e fluire. Tendiamo a considerare dolorose alcune sensazione e, quindi, vorremmo evitarle. Tuttavia il dolore deriva realmente dalla resistenza a una sensazione. A livello emotivo quel che ci provoca dolore è la nostra resistenza a una sensazione “negativa”. Mentre, se permettiamo a noi stessi di percepirla e di accettarla totalmente, essa diventa una sensazione intensa, non una sensazione dolorosa. Non vi sono molte sensazioni “negative” o “positive”: noi le rendiamo tali, a seconda che le rifiutiamo o le accettiamo. Tutte le sensazioni sono parte dell’indicibile e mutevole sensazione di essere vivi. Se amiamo tutte le differenti sensazioni, esse ci appaiono come i colori dell’arcobaleno della vita. COME LE EMOZIONI… vanno, vengono…   Esiste un semplice principio universale: ogni cosa nell’universo desidera essere accettata. Tutti gli aspetti della creazione vogliono essere amati, apprezzati e inclusi. Emozioni e Bisogni: Il Cuore del Metodo Core Family Il percorso Core Family si allinea profondamente a questa visione, offrendo ai genitori gli strumenti pratici per passare dalla resistenza all’accettazione del flusso emotivo, sia proprio che dei figli. Spesso le urla in famiglia non sono che il risultato di un’”energia bloccata”, di una collera o di un’ansia che, non trovando spazio per essere ascoltate, esplodono in modo distruttivo. Attraverso il corso, imparerai a decodificare i messaggi nascosti dietro la rabbia o la tristezza, trattandole non come ostacoli, ma come preziose bussole che indicano bisogni insoddisfatti di sicurezza o amore. Abbracciare l’intero “arcobaleno della vita” emotiva permette di educare con una presenza equilibrata, insegnando ai figli — attraverso l’esempio — che ogni emozione può scorrere liberamente senza travolgerci, trasformando il conflitto in un’occasione di guarigione e di profonda connessione vitale. blog

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Come liberarsi dalle paure

Liberarsi dalle paure “Guarda in faccia la paura, ed essa cesserà di turbarti”Proverbio indiano Per trasformare un atteggiamento, un modo di reagire, per liberarci di ciò che ci impedisce di star bene con noi stessi, vi sono tre tappe essenziali: Queste tre tappe sono fondamentali in tutto il processo di trasformazione o di guarigione; puoi dunque servirtene per liberarti delle tue paure o delle tue fobie. La maggior parte delle paure che proviamo sono inconsce.Ecco un semplicissimo esercizio per sviluppare la presa di coscienza: scrivi spontaneamente tutto ciò che ti viene in mente e che comincia con “non vorrei”. Ad esempio, non vorrei essere malato, non vorrei perdere il lavoro, eccetera. Poi rileggi queste tue frasi sostituendo il “non vorrei” con “ho paura”, e ti sarai fatto un’idea piuttosto precisa delle paure che hai. Puoi rifare l’esercizio anche se già ne conosci il significato; ciò che importa, una volta che avrai scoperto la paura che porti in te, è di accettarla, di concederti il fatto che puoi aver paura. Ammettere una difficoltà o una debolezza significa essere già in cammino per superarla.Ricordo un certo periodo della mia vita in cui diverse persone trovavano che avevo un’aria altera, snob. E tuttavia si trattava solo del meccanismo di compensazione, per mascherare un senso di inferiorità, la paura di non essere amata. Ne parlai con la direttrice del centro di crescita personale che frequentavo, le dissi che mi sentivo a disagio rispetto all’idea che le persone si facevano di me, giacché non ero come si immaginavano. Lei mi rispose:«E allora? Hai pure il diritto di avere l’aria snob». Non avevo mai pensato che potessi essere autorizzata ad avere quell’aria. Accettai la cosa, dicendomi che l’importante non era tanto ciò che gli altri pensavano di me, quanto ciò che io pensavo di me stessa. Questa accettazione mi permise di capire la ragione del mio atteggiamento, e riuscii a superarlo. L’azione riguarda il mezzo da usare per far fronte alla tua paura, per liberartene, per acquisire più fiducia in te e nella vita.La fiducia è il miglior antidoto contro la paura. Ci sono paure che potrai affrontare, altre che dovrai addomesticare, e altre ancora per le quali bisognerà che tu ti conceda il tempo necessario a liberartene. Ciò che importa, è scegliere il mezzo più adeguato alla situazione in cui ti trovi. Vediamo qualche esempio. Hai un nuovo lavoro, e hai paura di non essere all’altezza. Puoi ripeterti cento volte «dentro di me ho tutte le carte in regola per riuscire, e ho successo in tutto»; ma puoi anche crearti un’immagine mentale: ti rilassi per bene e ti visualizzi con il tuo datore di lavoro che ti fa i complimenti. Se non riesci a vederti, cerca di immaginare almeno la sua voce. Il risultato sarà altrettanto buono. Ti sei appena comprato una casa e hai paura che ti manchino i soldi; puoi chiederti:«Mi è mai mancato il necessario, fin qui?». Convinciti allora che, se non ti è mai mancato, non ti mancherà mai. Ed è giusto così. Se una delle tue lezioni di vita fosse collegata alla mancanza del necessario, non avresti più soldi da un pezzo. Un altro modo di prendere coscienza delle tue paure sta nel prestare attenzione a tutto ciò che ti fa esitare, a ciò che non osi dire o fare.Ad esempio, se ti propongo di parlare di un tuo progetto durante una serata dedicata alla raccolta di fondi per un’opera umanitaria, ecco che ti prende l’angoscia: non sai se devi accettare. Vuoi certamente contribuire all’opera umanitaria, ma non ti senti in grado di parlare davanti a un pubblico così numeroso. Puoi soffermarti a cercare la paura che ti angoscia e ti fa esitare; è la paura d’essere criticato? di ciò che gli altri possono dire o pensare? di venire ridicolizzato? di fare delle gaffes?Forse nella tua memoria emozionale c’è un ricordo del tipo: dovevi parlare davanti a tutta la classe, e hai detto una scemenza; i compagni si sono messi a ridere e tu ti sei sentito ridicolo. La paura di perdere una persona che ci è cara può molto spesso renderci possessivi e soffocanti. E’ proprio ciò che conduce l’essere amato a volersene andare per respirare.Ricordati che l’amore, per essere sano e vivo, ha bisogno di respirare: se soffoca, l’amore muore. La fiducia permette all’amore di fiorire. Per superare questa paura, accetta semplicemente che le persone che incrociano il tuo cammino si presentano a te per farti evolvere, e tu, a tua volta, per aiutarle nel loro cammino.Trattenere la persona che ami, significa spingerla ad andarsene. Approfittare degli istanti in cui l’altro è presente, ringraziare di tutto ciò che si può condividere giorno per giorno può invece solo rinforzare il legame che vi unisce. Se un giorno la persona che ami dovesse andarsene (perché muore o per un’altra ragione) quegli istanti privilegiati che ti avranno colmato la coppa del cuore ti permetteranno di dare quest’amore a un altro. Se invece dedichi tutti questi momenti alla paura, la persona amata se ne andrà e la tua coppa sarà vuota, dopodiché ti aggrapperai a qualcun altro, con la speranza di riempirla di nuovo. Di fatto riproduciamo sempre la stessa sceneggiatura, fino a che la nostra maturità affettiva sarà sufficiente per smettere d’amare come fa il bambino che è mamma-dipendente. Per superare la paura di ciò che può capitarti, accetta che, quale che sia il cambiamento, è sempre per il meglio.Anche, se all’inizio, il cambiamento ti spinge a prendere un po’ le distanze, è solo per avanzare un altro po’. Ecco un’altra affermazione che potrà aiutarti di fronte alle situazioni incerte:«Ho fiducia nella mia situazione presente perché Dio, lo Spirito della Saggezza dell’Amore, è con me per guidarmi e sostenermi. Tutto si sistema ora divinamente per me. Trovo la soluzione ideale per la mia situazione».Quanto all’opinione altrui, sappi che, qualsiasi cosa tu faccia, non potrai mai impedire agli altri di pensare. Permetti loro di non essere d’accordo, di non capire, ma agisci secondo il tuo sentire e le tue aspirazioni, perché non sei

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La forza della vulnerabilità

La Forza della Vulnerabilità secondo Brené Brown: Trasformare la Debolezza in forza La ricerca pionieristica di Brené Brown sulla vulnerabilità ha rivoluzionato la nostra comprensione delle relazioni umane e del coraggio. Attraverso anni di studi e migliaia di interviste, Brown ha scoperto che ciò che consideriamo una debolezza è in realtà la chiave per una vita più autentica e significativa. Le Scoperte Rivoluzionarie di Brené Brown Il Paradosso della Vulnerabilità I Miti sulla Vulnerabilità Le Componenti del Coraggio Elementi Chiave Applicazioni Pratiche -Nella Vita Personale -Nel Lavoro -Nelle Relazioni Gli Ostacoli alla Vulnerabilità Barriere Comuni Strategie per Coltivare la Vulnerabilità Passi Pratici Benefici della Vulnerabilità Impatto Positivo La Vulnerabilità come forza per una Genitorialità Autentica: Core Family Le scoperte di Brené Brown ci insegnano che il coraggio non risiede nella perfezione, ma nella capacità di mostrarci per ciò che siamo, accettando le nostre imperfezioni. Nel contesto educativo, questa “forza della vulnerabilità” è il cuore pulsante del percorso Core Family: educare con amore e senza urla non significa diventare genitori infallibili, ma avere il coraggio e la forza di ammettere i propri errori, chiedere aiuto e abbassare l’armatura del controllo eccessivo. Partecipando ai nostri incontri, scoprirai che riconoscere le tue paure e i tuoi limiti non è un segno di debolezza, ma la chiave per creare una connessione autentica e profonda con i tuoi figli. Il corso ti offre lo spazio sicuro e il supporto necessari per trasformare il perfezionismo in compassione, permettendoti di passare da una genitorialità basata sulla difesa a una fondata sull’empatia, dove la tua autenticità diventa il dono più grande per la crescita e la felicità dei tuoi bambini. http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fpages%2FMoviMente%2F102433639826624%3Fv%3Dwall&layout=box_count&show_faces=false&width=450&action=like&font=verdana&colorscheme=light&height=65 blog

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Antidoto alla rabbia

Disinnescare la rabbia: l’antidoto migliore “Il miglior rimedio contro la collera sta nel rispettare i propri bisogni, nel tracciare i propri limiti, nell’osare esprimere ciò che sentiamo piuttosto che nasconderlo dietro la paura di non venir amato o approvato.Per questo è necessario amare se stessi e incaricarsi personalmente della propria felicità invece di aspettarla dagli altri.” Claudia Rainville La rabbia spesso è un meccanismo di difesa che ci protegge dal sentire il nostro dolore e la nostra vulnerabilità. Se accogliamo e ci prendiamo cura di questa nostra sofferenza la rabbia si trasforma in forza e determinazione. Trasformare la rabbia in Forza: L’antidoto di Core Family La riflessione di Claudia Rainville mette a nudo una verità essenziale per ogni genitore: la collera non è un fallimento morale, ma un segnale d’allarme che indica bisogni trascurati e limiti superati. Spesso urliamo perché non abbiamo saputo ascoltare il nostro dolore o perché temiamo che esprimere la nostra vulnerabilità ci renda meno amabili. Il percorso Core Family si inserisce esattamente in questo spazio di consapevolezza, offrendo ai genitori gli strumenti per smettere di nascondersi dietro meccanismi di difesa e iniziare a “incaricarsi della propria felicità”. Imparando a riconoscere i bisogni nascosti dietro i comportamenti difficili — sia i propri che quelli dei figli — il corso insegna a trasformare quella rabbia reattiva in una forza costruttiva e in una determinazione amorevole. Educare con calma diventa così non solo un atto verso il bambino, ma un profondo gesto di amore verso se stessi, per costruire un legame basato sulla verità e sul rispetto reciproco. fb blog

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Emozioni come cura

  “L’emozione è come un fiume: se è secco, siamo nel deserto; se è sovrabbondante, anneghiamo” Maurizio Stupiggia  L’autoregolazione emotiva e il benessere relazionale Guarda l’interessante conferenza del dott. Maurizio Stupiggia: psicoterapeuta, direttore della scuola di specializzazione Biosistemica di Bologna: Emozioni come cura blog

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Il pianto

Il pianto La disgrazia di non piangere è una delle più crudeli ne’ sommi dolori.Silvio Pellico Un bel pianto a dirotto, che arriva all’ improvviso, dopo aver tanto sofferto, combattuto, sopportato: la diga si apre, la tensione si allenta. E’ il segnale che qualcosa, nella resistenza dell’ individuo, ha ceduto; eppure il pianto – contrariamente a quanto molti si ostinano a pensare – può avere una funzione benefica, rappresenta un’ importante forma di comunicazione, contribuisce ad avvicinare le persone. Di recente, si è anche allargata l’ accettazione sociale di chi piange: lo fanno più apertamente gli uomini, e perfino i politici in situazioni pubbliche, che segnalano così, forse non del tutto ingenuamente, di non avere un cuore di pietra. Al pianto hanno dedicato uno studio Maria Miceli e Cristiano Castelfranchi dell’ Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR di Roma, pubblicando i risultati sulla rivista New Ideas in Psychology. Secondo i due ricercatori, il motivo psicologico basilare e comune a tutte le forme di pianto è rappresentato dalla sensazione di impotenza, di impossibilità a reagire di fronte a una frustrazione. Finché la persona intravede una via di uscita, finché è disponibile a lottare, non piangerà: le lacrime arriveranno quando non ci sarà più speranza di farcela (quanto meno, da soli) o, invece, quando la difficoltà sarà superata. Nel primo caso, però, chi piange, pur non avendo più forza di lottare, spera ancora di poter ricevere un aiuto. Se si va oltre questo confine, allora anche il pianto – che tra le sue principali funzioni comunicative ha proprio la richiesta di aiuto – perde di senso, come dimostrano certi bambini piccoli gravemente trascurati, che a un certo punto non piangono neanche più. «Le persone piangono in una grande varietà di situazioni, – dicono Miceli e Castelfranchi – per rabbia, umiliazione, colpa o ansietà, in seguito a un fallimento, un conflitto, una delusione o uno scoraggiamento». Un esame dettagliato di queste situazioni e dei meccanismi psicologici sottostanti dimostra ad esempio che il dolore fisico genera le lacrime solo quando è di sufficiente intensità o si presenta sotto la sinistra veste del dolore che potrebbe non finire mai. Quella che è forse la più tipica situazione di pianto, ben conosciuta dagli innamorati di tutto il mondo (e in particolare dagli ex innamorati), è la sensazione di aver perso irrimediabilmente il partner, cosa che poi, nella realtà, per fortuna non è sempre vera. Un altro tipico evento che scatena le lacrime è la sensazione di aver fallito. Anche in questo caso, a prevalere è la sensazione che “non ci sia più niente da fare”. Rabbia e colpa «Non solo il fallimento reale, ma anche la semplice minaccia può suscitare una sensazione di impotenza e quindi il pianto» spiegano i ricercatori. «Lo scoraggiamento può insorgere di fronte a un ostacolo imprevisto o ancora prima di agire, se si inizia a capire che il successo non è probabile». Poi c’ è la rabbia: una delle motivazioni meno ovvie per il pianto, dal momento che a questo sentimento sono associate l’ aggressione e la lotta. Ma quando un contrattacco è giudicato impossibile, anche solo per motivi di convenienza sociale, ci si ritrova in quella condizione di impotenza che può far scattare le lacrime. Dicono Miceli e Castelfranchi: «Probabilmente non è un caso che il piangere per rabbia sia ancora oggi più tipico delle donne che degli uomini, dal momento che questi sono più abituati ad affrontare direttamente i conflitti». Infine, ci sono le lacrime legate ai sensi di colpa, in cui la sensazione basilare di impotenza sarebbe quella di aver causato un danno irreparabile a qualcuno o aver infranto una norma morale. Anche gli uomini piangono. Oggi il pianto maschile è più accettato socialmente. Lo dimostrano il pianto di Ivano Brugnetti, oro ad Atene nei 20 km di marcia e quello di Sergio Cofferati alla commemorazione per Massimo D’ Antona. Effetti positivi Uno sfogo che aiuta anche a conoscersi meglio. Piangere fa bene, perché rappresenta uno sfogo, ed è esperienza comune che dopo il pianto la tensione interiore si allenta. Eppure, se è vero che si riduce la tensione, non sempre si riduce l’ intensità dei sentimenti stessi. Ci sono situazioni in cui il fatto stesso di esprimere con le lacrime quello che si sta provando, fa sì che lo si percepisca in modo più acuto. E’ quello che avviene per il pianto di gioia, che, in qualche modo, fa provare un sentimento ancora più intenso. Un altro effetto positivo del pianto è quello di consentire un recupero di tutta la catena di sentimenti che hanno portato alle lacrime, quindi una funzione di comprensione del percorso emotivo fatto. Ma le lacrime sono anche un mezzo per comunicare una richiesta di aiuto, possono segnalare una forma di protesta nei confronti dell’ altro, una richiesta di riparazione o di perdono. Gli effetti negativi Tra gli effetti negativi del pianto, invece, la riprovazione che chi piange può attirare su di sé, non solo da parte degli altri, ma anche di se stesso, fino alla pericolosa perdita dell’ autostima: essendo un’ implicita dichiarazione di impotenza, il pianto può infatti favorire un’ immagine di “perdente”. Gli altri tipi di commozione Felici… fino alle lacrime Per fortuna, non si piange solo per le proprie sventure. Il pianto “empatico”, ad esempio, è comune e frequente quanto quello da separazione e perdita. Chi piange per empatia lo fa perché si identifica con la persona che piange e condivide la sua sensazione d’ impotenza, o gliela attribuisce in base alla situazione. Così accade che chi è esposto a un evento spiacevole soffra senza piangere, mentre chi assiste inizia a piangere. Poi c’ è il più allegro di tutti: il pianto di gioia. In questo caso una spiegazione possibile è che le persone piangano perché hanno la consapevolezza della fugacità e della sostanziale falsità di ogni forma di felicità. Ma, spiegano Miceli e Castelfranchi: «C’ è di più: quello che sembra tipico del pianto di gioia è l’ esistenza di una qualche precedente di

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Trasformare le emozioni con la consapevolezza

Abbracciare il dolore con l’energia della consapevolezza Quando i blocchi di dolore, di dispiacere, rabbia e disperazione si fanno più forti e più grossi, premono per salire nella coscienza mentale, nel soggiorno a reclamare la nostra attenzione. Essi desiderano emergere, ma noi non li vogliamo, perché ci fanno stare male solo a vederli.Non avendo nessuna voglia di affrontarli, usiamo riempire il soggiorno con altri ospiti: prendiamo in mano un libro, accendiamo la tv, andiamo a fare un giro in macchina… qualunque cosa pur di tenere occupato il soggiorno. Abbracciare il tuo dolore e il tuo dispiacere con l’energia della presenza mentale è esattamente come massaggiare la coscienza invece che il corpo.Quando togli l’embargo e i blocchi di dolore affiorano ti tocca soffrire, almeno un po’, non c’è modo di evitarlo. Occorre imparare ad abbracciare questo dolore. Dopo che avrai abbracciato per qualche tempo i tuoi dolori, essi torneranno in cantina e si ritrasformeranno in semi.Se invitiamo il seme della paura ad uscire allo scoperto, siamo anche meglio equipaggiati per prenderci cura della rabbia. E’ la paura a generare la rabbia: quando hai paura non sei in pace e questo tuo stato diventa il terreno dove la rabbia può crescere.La paura si fonda sull’ignoranza, mancanza di chiara comprensione.Immergi quotidianamente la tua rabbia, la tua disperazione, la tua paura in un bagno di presenza mentale: la pratica di invitare i semi ogni giorno per abbraccaiarli è molto salutare.Dopo svariati giorni o settimane di questa pratica, avrai generato una buona circolazione nella tua psiche. La presenza mentale lavora come un massaggio delle formazioni interne, dei tuoi blocchi di sofferenza. Questi devono poter circolare liberamente, dentro di te, possono farlo soltanto se non ne hai paura. Se impari a non avere paura dei tuoi nodi di sofferenza, puoi imparare anche ad abbracciarli con l’energia della consapevolezza e a trasformarli. Thich Nhat Hanh Core Family: Insieme verso una Nuova Consapevolezza Spesso, come genitori, cerchiamo di distrarre la nostra mente con mille impegni per non sentire la stanchezza, la rabbia o il senso di inadeguatezza. Tuttavia, ignorare questi blocchi non li fa sparire: li rende solo più pesanti. Il corso Core Family ti insegna proprio l’arte di cui parla Thich Nhat Hanh: avere consapevolezza del proprio dolore, non aver paura dei tuoi nodi di sofferenza. Attraverso il percorso Core Family, imparerai a immergere le tue reazioni impulsive nel “bagno di consapevolezza”, trasformando la paura in presenza. Solo imparando ad abbracciare le tue formazioni interne potrai accogliere con reale pace e dolcezza anche le emozioni difficili dei tuoi figli, creando un clima familiare di autentica guarigione e amore. fb blog

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