Un amico è gratuito

Amico, non so…

Amico, io non so come aiutarti.

Non so come fermare la tua sofferenza.

Non so come liberarti dal dolore nel cuore, dalla paura, tristezza, i desideri che ardono dentro le tue profondità.

Li conosco, questi ospiti.

E non ho mai potuto vincerli in me.

Ero combattuto, perso, come te.

Anche il mio desiderio di trovare le risposte è divenuto cenere.

Conosco la tristezza e la solitudine di cui parli.

Fuggivo dal dolore, per anni.

Ho cervato di bere la mia solitudine, di fare il sesso con lei, di meditare con lei, di fare il giro del mondo con lei.

Ho cercato della gente per distrarmi, ma lei mi stava addosso.

Ho cercato di ipnotizzarmi con la religione, con la spiritualità, con il dogma, col la fede, con le false speranze.

Mi sono immerso nel lavoro e nelle attività futili.

“Continua a muoverti”, mi dicevo. “Non fermarti.”

La solitudine bussava nella mia porta nel cuore della notte.

Sentivo i suoi richiami nei sogni diurni e negli incubi notturni.

Ma poi la vita mi ha fermato. Il dolore della fuga mi ha fermato.

Ed è iniziata la guarigione, quando mi sono fermato…

Ho guardato in faccia alla mia solitudine e ho lasciato che mi riempisse.

Pensavo di morire, ma nel cuore della solitudine ho trovato soltanto l’amore, molta vita e molta luce.

Ho trovato una profonda connessione con il Divino.

Ed una straziante compassione per i fratelli e le sorelle.

Il “buio” dentro di me era soltanto un bimbo perso che bramava l’amore. Aveva nostalgia di me, mi aspettava.

E’ stata un’unione bellissima.

Ora viviamo insieme, come Uno. Respiriamo, passeggiamo nei prati, ridiamo e piangiamo.

Ho trovato il mio amore nel buio.

Ora, amico mio, sono qui con te.

Nel silenzio, nella presenza, nel presente.

Vedo la tua paura, la tua impotenza, e mi inchino davanti alla tua forza.

Credo nella tua capacità di incontrare te stesso.

Non voglio correggerti.

Non so come aiutarti.

Ma nella tua impotenza c’è il fuoco della guarigione!

Non posso correggerti.

Ma posso amarti così come amo me stesso.

E questo è tanto.

Pavel Costaneto

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C’è un momento, nella vita di ogni genitore, in cui ci si sente nudi di fronte alle proprie fragilità. Ci sentiamo impotenti davanti al pianto di un bambino o ai nostri stessi “buchi neri” di stanchezza e paura. Come ci insegna questo brano, la vera guarigione — e la vera educazione — non nasce dal voler “correggere” o reprimere il dolore a tutti i costi, bensì dall’imparare a stare nel presente, con accoglienza e amore.

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